Come ho iniziato

La maggior parte dei percorsi che intraprendiamo nella nostra vita iniziano quasi per caso, così è stato il mio percorso artistico.

Dopo aver conseguito il diploma di laurea in Discipline della Valorizzazione dei Beni Culturali presso l’Accademia di belle Arti di Brera, mi sono lanciata con entusiasmo e intensità emotiva nell’arte.

Ho iniziato a dipingere senza né un’idea né una meta precisa e chiara.

Seguivo l’istinto e la mia mano. Avevo bisogno di fare, fare e ancora fare senza soffermarmi troppo a pensare. Avevo bisogno di sentirmi libera.

Ho iniziato a dipingere mediante l’uso di parole.

Con il passare del tempo al gesto e al segno grafico, fine a se stesso, ho iniziato ad aggiungere anima, cuore e testa; Idee, concetti  e sensazioni.

Ho continuato ad affinare il mio stile intraprendendo un percorso evolutivo dal sapore intimo e audace.

Ero alla Ricerca di me stessa e del mio modo di comunicare.

Ho capito che l’arte era la forma di comunicazione che più mi si addiceva; l’arte è il mio linguaggio. Il pennello, la tela e il colore sono il mezzo che utilizzo per “gridare” le mie idee.

CONCETTO

Essendo molto istintiva mi riesce spesso difficile parlare e spiegare i miei lavori o la mia Arte; non amo descrivere a voce ciò che esce dal mio animo.

Se fossi stata in grado di spiegare chiaramente e in modo diretto quel che ho nel cuore e nella testa, se avessi voluto che la gente capisse al primo sguardo, probabilmente avrei fatto un altro lavoro.

I miei quadri parlano da soli, non c’è alcun bisogno che io aggiunga altre parole a quelle già presenti sulla tela. Edward Hopper diceva  <<Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe motivo di dipingere>>.

La Ricerca è per me uno stile di vita. Il mio cammino artistico è spinto sia dalla curiosità (che è insita nell’animo dell’uomo che si approccia all’Arte) che da sofferenze interiori che mi spingono alla scoperta di me stessa.

Nei miei PaintedWords (letteralmente “parole dipinte”) l’angoscia racchiusa in uno spirito tormentato esplode in una specie di grido liberatorio come nell’Urlo di Edvard Munch. Attraverso la selezione di personaggi e delle loro parole cerco di portare avanti differenti idee e concetti. Una Lotta per il diritto alla vita e alla Parola. Il diritto alla Libertà… la Libertà di pensiero!

Il volto prende forma dalle parole del soggetto rappresentato. Le sue idee, i suoi concetti (espressi tramite l’uso della parola) creano il suo volto. La sua anima esce dalle sue parole e dal suo sguardo.

È uno scavare, un cercare, un provare a capire e comprendere. Un modo di condividere e comunicare.

L’Arte è il mio modo di conoscere e comunicare. L’Arte è il mio linguaggio, un’unione tra anima e mente, tra razionale e irrazionale, tra trascendente e immanente, un dualismo che viene rappresentato dall’incontro/scontro tra volto e parola, tra comunicazione visiva e verbale, tra conscio e inconscio, tra materiale e immateriale. Questo dualismo si rispecchia nell’uso del Bianco e Nero e ogni parola che ho scritto o trascritto l’ho sentita dentro come fosse mia. Ogni personaggio, ogni vita, ogni volto che ho raccontato mi è entrata dentro e mi ha cambiata.

“Ogni soggetto che ho dipinto con le sue parole

l’ho visto nascere dalle mie mani.

Il volto prendeva forma.

La pelle e la carne si irroravano di sangue

il cuore iniziava a battere,

gli occhi si illuminavano.

Le mie mani non si fermavano finché

il volto prendeva vita davanti a me e la sua anima dentro di me.”

TECNICA

Con il termine PaintedWords, che letteralmente significa “parole dipinte”, ho cercato di riassumere la mia tecnica e il concetto della mia ricerca artistica.

Infatti la mia cifra stilistica è la PAROLA, la vera protagonista, che trascritta e ripetuta sulla tela diventa una sorta di mantra.

I miei quadri mostrano un VOLTO che, a primo sguardo, sembra una fotografia, ma avvicinandosi si perde l’effetto fotografico e si percepisce l’uso esclusivo della PAROLA.

Sovrapponendo strati di parole  il volto prende forma e vita.

Sono le parole di testi di canzoni, di libri, di poesie, del soggetto raffigurato che creano le sfumature e il chiaro-scuro. Le parole si intrecciano e piano piano diventano pelle, diventano carne e danno così forma al volto. PAROLA e VOLTO si uniscono e rimandano allo spettatore, attraverso un approccio visivo e emotivo, le idee e l’anima della Persona rappresentata.

La parola si estende sulla tela nella creazione di un universo in bianco e nero che abbatte ogni barriera, che instaura un dialogo diretto tra opera, spettatore e artista.

C’è l’essere umano in quella tela, in tutta la sua splendida imperfezione: l’essere umano rappresentato, che ci osserva con insostenibile intensità, ma anche l’essere umano che rappresenta, l’artista, che lascia una parte di sé in ogni singola maledetta parola.

PERSONAGGI

Ci sono eventi, episodi, storie, personaggi e messaggi che ci colpiscono nel profondo, ci entrano dentro e smuovo qualcosa nella nostra anima, nella nostra mente e nel nostro cuore.

Partendo dai personaggi che mi hanno formata fin da piccola come: Giorgio Gaber, Patti Smith, Bob Dylan mi sono poi affacciata al mondo della musica creando così una serie di cantanti e musicisti che hanno vissuto di musica e parole.

Dopo tre anni ho iniziato una nuova serie dedicata  ad un tema a me ancora più caro: la figura femminile.

Nella storia non si è mai data abbastanza importanza al ruolo della DONNA.

Donna vista sempre come madre, moglie o sorella di qualcuno, ma mai come Persona in sé capace di fare, creare e di pensare, capace di cambiare la sua situazione femminile e del Mondo.  Pertanto ho deciso di creare una serie di quadri sulle DONNE per dare loro il giusto spazio all’interno della storia e della vita di tutti i giorni.

Ho deciso di raccontare, attraverso la mia tecnica che unisce volti e parole, la storia di molte Donne speciali (conosciute e meno conosciute) che hanno speso la loro vita per la Libertà. Donne che hanno dato il loro contributo fondamentale, in differenti campi, per cambiare il Mondo.